|
Scuola,
Università e Cultura
L'attuale
assetto istituzionale dello Stato italiano, così rigidamente centralizzato,
deve essere radicalmente modificato in senso federale con un progetto di
devoluzione delle competenze e dei poteri che sia in grado di garantire in
poco tempo slancio e vigore ai nostri territori.
I
tentativi di riforma intrapresi
dai governi finora succedutisi hanno clamorosamente fallito, per incapacità
o per malafede di chi li ha proposti. Talvolta, soprattutto nei mesi
recenti, si è addirittura assistito ad un percorso inverso, che ha
rafforzato l'assegnazione allo Stato di competenze in materie che in
precedenza spettavano almeno in parte a Regioni ed Enti locali. Né può
essere certamente considerato sufficiente l'affidamento di compiti di
semplice gestione amministrativa agli organi periferici, allocando nelle
mani dello Stato centrale tutti i poteri decisionali e finanziari.
Il
processo di riforma deve investire anche le competenze riguardanti i settori
dell'istruzione, dell'università e della cultura. E' noto che la Lega Nord
si batte da sempre affinché tali materie
vengano trasferite alla potestà legislativa delle Regioni, in
cooperazione con gli Enti locali e gli organismi pubblici e privati che
agiscono nei singoli territori, e in applicazione del principio di
sussidiarietà. E' peraltro assolutamente positivo che tale convinzione
abbia, sia pur lentamente, fatto breccia nella coscienza collettiva del
Paese: si è eroso il dogma del monopolio dello Stato su un sistema di
istruzione e formazione centralmente controllato. Il fatto che la Lega sia
stata la locomotiva di questo cambiamento è per i cittadini garanzia della
nostra volontà di modificare radicalmente gli attuali assetti ordinamentali.
Scuola
Attualmente
la Costituzione assegna allo Stato la competenza generale sull'istruzione.
L'articolo 117 attribuisce infatti alle Regioni a statuto ordinario poteri
legislativi in materia di "istruzione artigiana e professionale e
assistenza scolastica", nei limiti dei principi fondamentali stabiliti
dallo Stato. La potestà legislativa regionale in questo campo non ha quindi
carattere esclusivo, ma può solo concorrere con quella statale. La proposta
di riforma della seconda parte della Costituzione, approvata in prima
lettura dalle Camere è addirittura peggiorativa: si prevede infatti che
“le norme generali sull'istruzione” siano di esclusiva competenza dello
Stato, fatta “salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con
esclusione dell'istruzione e della formazione professionale". Non
sfugge che assegnare dignità costituzionale all'autonomia delle singole
scuole significa svuotare ogni ipotesi di devoluzione alle Regioni dei
poteri legislativi e tenere ben saldo il principio del monopolio dello Stato
centrale sull'istruzione.
Contro
questo tentativo si batte la Lega Nord, così come abbiamo duramente
contrastato i contenuti delle
leggi sull'istruzione varate dalla maggioranza che ha governato in questi
cinque anni: la riforma dell'esame di maturità, il riordino dei cicli
scolastici, la normativa sull'autonomia e sul sistema di parità; quasi
tutte leggi-delega, la cui realizzazione concreta è per fortuna lungi
dall'essere stata messa in atto.
L'impegno
che prendiamo con i cittadini è quello di rivedere completamente la materia
secondo i seguenti principi, ispirati all'abbattimento di un sistema di
istruzione centralmente controllato e guidato:
-
trasferimento alle Regioni dei poteri legislativi necessari per stabilire
gli obiettivi generali del processo formativo, la definizione dei curricoli
di base, gli assetti giuridici ed organizzativi, la determinazione dei cicli
scolastici e la relativa durata dell'obbligo di frequenza, la fissazione dei
principi generali relativi allo stato giuridico del personale e la gestione
delle procedure di abilitazione e di avanzamento di carriera, le funzioni di
valutazione del sistema formativo;
-
introduzione del buono scuola erogato alle famiglie, che renda davvero
effettivo il diritto alla libera scelta tra scuola pubblica e privata
ed un regime di concorrenzialità tra le stesse istituzioni scolastiche;
-
attivazione reale dell'autonomia didattica, giuridica, organizzativa e
finanziaria delle singole istituzioni scolastiche;
-
abolizione del valore legale del titolo di studio;
-
valorizzazione del ruolo della famiglia, coinvolta anche nel processo di
valutazione della qualità dell'offerta formativa;
-
incentivazione alla comprensione della cultura e storia del territorio, in
stretta collaborazione con le istituzioni locali.
Università
Il
sistema universitario versa in condizioni non molto dissimili da quelle
scolastiche: i nostri atenei non sono sempre in grado di competere con gli
omologhi europei.
Possiamo
individuare i principali difetti nell'eccessiva rigidità degli
ordinamenti didattici nazionali, nella sfasatura tra durata legale dei corsi
ed effettivo raggiungimento della laurea, nella lunghezza dei corsi e nella
mancanza di una progressione dei titoli intermedi, nell'assenza di filtri di
accesso che provocano tassi di abbandono superiori alla media europea e
nell’evidenza che il sistema di istruzione superiore coincide di fatto con
il solo sistema universitario.
Le
proposte della Lega Nord per ovviare a
queste disfunzioni sono essenzialmente:
-
incentivazione del regime di autonomia dei singoli atenei;
-
abrogazione degli ordinamenti didattici (le cosiddette tabelle) uniformi per
tutto il territorio nazionale. I curricola possono essere diversificati in
attuazione dell'autonomia degli atenei e nel rispetto delle esigenze
occupazionali e sociali del territorio;
-
priorità, nei meccanismi di reclutamento dei docenti, di effettivi meriti
scientifico-didattici con valutazioni periodiche sull'efficienza ed
efficacia dell'attività di insegnamento e ricerca;
-
incoraggiamento alla nascita di atenei privati;
-
potenziamento delle borse di studio e dei prestiti d'onore per gli studenti
sulla base di criteri di merito, oltre che reddituali;
-
abrogazione del valore legale del titolo di studio;
-
facoltà degli atenei di introdurre il numero programmato per l'accesso ai
corsi universitari, così da garantire condizioni ottimali di frequenza
delle attività didattiche e di laboratorio per gli studenti.
Un
capitolo strategico riguarda la ricerca, sia quella scientifica per la quale
occorrono tempi lunghi, strutture universitarie adeguate e sufficienti
risorse economiche, sia quella applicata alle esigenze tecnologiche delle
imprese, che va incentivata anche con appositi strumenti di
defiscalizzazione.
Beni
e attività culturali
La
prima esigenza che un territorio ricco di testimonianze culturali come il
nostro deve soddisfare è quello di conservare, tutelare e promuovere il
patrimonio artistico, architettonico, archeologico, museale ed ambientale,
oltre che valorizzare le attività culturali e di spettacolo.
Una
stima dell'Unesco attribuisce all'Italia il 40% dell'intero patrimonio
mondiale. Ciò nonostante, lo Stato e le sue emanazioni periferiche si sono
spesso dimostrate incapaci di assolvere anche ai soli compiti di
conservazione e tutela. Le ragioni sono a nostro giudizio individuabili
nell'impostazione centralizzata e dirigista
degli organismi a ciò preposti, e nell'accavallamento di competenze che non
consentono l'individuazione dei responsabili di ogni singolo progetto.
Troppo timidi sono stati d'altronde i tentativi di collaborazione tra Stato,
Regioni ed Enti Locali nelle diverse missioni dell'azione pubblica, e troppo
preponderante il ruolo delle burocrazie negli accordi di partenariato.
Nella
convinzione che tutte le risorse impiegate in attività culturali
rappresentino un investimento economico e di immagine, le proposte della
Lega Nord in questo settore riguardano principalmente:
-
devoluzione di competenze significative alle Regioni nelle funzioni di
tutela, valorizzazione e gestione dei beni
e di promozione delle attività culturali;
-
valorizzazione delle autonomie locali nei processi di pianificazione degli
interventi, oltre che nella gestione dei singoli beni ed attività;
-
incoraggiamento al raccordo tra università ed organismi pubblici e privati
che operano nel campo;
-
valorizzazione delle culture e tradizioni locali;
-
interventi di defiscalizzazione per i privati e le imprese che investano in
attività culturali;
-
incentivazione del turismo artistico e culturale.
On.
Giovanna Bianchi Clerici
Responsabile Istruzione e Cultura
Segreteria Politica Federale
|