Il Movimento Giovani Padani (M.G.P.) è il movimento politico giovanile della Lega Nord.

Nato a Milano nel 1991 da un’idea del segretario federale Umberto Bossi, ha sempre accompagnato il partito dai punti di vista della politica e delle idee. Il primo statuto del Movimento Giovani Padani risale al 1996 ed è quello lombardo. Da allora il MGP si è diffuso in tutte le regioni del nord Italia, prima in Piemonte e Veneto poi anche in Liguria, Emilia, Romagna, Friuli, Trentino, Toscana, Umbria e Marche.

Fanno parte del movimento ragazze e ragazzi dai 13 anni in su, e per aggregarsi ad esso la tessera di sostenitore della Lega Nord non è considerata obbligatoria, ma soltanto raccomandata. Il limite superiore di età per essere considerato, all’interno della Lega, un “Giovane padano” è posto, per statuto, ai 35 anni, anche se in pratica non vige alcun limite tassativo e attualmente fanno parte del movimento anche ragazzi al di sopra dei 35 anni.

Il M.G.P. conta, in tutto, alcune migliaia di membri ufficiali. La realtà numericamente più forte è la Lombardia, seguita da Veneto e Piemonte.

I Giovani Padani considerano Umberto Bossi, segretario federale della Lega Nord, la guida del movimento. La carica di coordinatore federale è sulle spalle di Lucio Brignoli, eletto per acclamazione dal coordinamento federale nell’estate del 2011 subentrando a Paolo Grimoldi, parlamentare della Lega Nord e leader dei Giovani Padani dal 2002, dimessosi per sopraggiunti limiti di età.

LA BANDIERA DEL MOVIMENTO GIOVANI PADANI
Simbolo del Movimento Giovani Padani è un soldato medievale in piedi su un muretto dietro al quale si possono notare le spade sguainate e i vessilli di un esercito pronto a combattere. Il soldato impugna anch’egli la spada sguainata nella mano destra, mentre con la sinistra regge uno scudo già provato dalla battaglia; il suo abbigliamento è quello comune in molte rappresentazioni del guerriero medievale: di rilievo la croce che porta dipinta sul pettorale. Il soldato è ricorrente nella simbologia della Lega Nord e ricorda l’emblematica figura di Alberto da Giussano, il condottiero che si narra abbia guidato vittoriosamente le truppe della Lega Lombarda nella Battaglia di Legnano del 1176.

Questa simbologia marziale, secondo le intenzioni del Movimento, non vuole inneggiare alla guerra, bensì dovrebbe rappresentare l’immagine della vittoria dei popoli oppressi contro chi detiene il potere. Completa il simbolo del movimento il Sole delle Alpi di colore verde, vessillo della Padania.

STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE
Il Movimento Giovani Padani ha una propria struttura organizzata su base territoriale e gerarchica, ad ogni modo indipendente da quella del movimento politico principale, la Lega Nord, nonostante ne segua a grandi linee lo schema. Le figure di riferimento prendono il nome di coordinatori, ai vari livelli (federale, nazionale, provinciale e cittadino).

Gruppi cittadini

Un gruppo è costituito da almeno 5 ragazzi, di cui almeno uno deve essere maggiorenne, possessore di tessera del partito e militante (ossia non semplice sostenitore, ma che abbia fatto domanda di militanza alla propria segreteria provinciale della Lega Nord e tale domanda sia stata accettata). Ogni gruppo può raccogliere ragazzi della stessa città, o di un insieme di paesi.

La figura di riferimento prende il nome di coordinatore: solo ragazzi maggiorenni, e possessori della tessera di militante possono diventare coordinatori del proprio gruppo. Il ruolo del coordinatore è duplice: da un lato egli deve provvedere a mantenere i contatti all’interno del proprio gruppo, organizzare le riunioni e gestire eventuali iniziative (manifestazioni, incontri, ecc.), mentre dall’altro è responsabile dei rapporti con la propria sezione Lega Nord e delle relazioni con il coordinamento provinciale.

COORDINAMENTO PROVINCIALE
Con il termine di provincia in Lega si possono indicare sia le province vere e proprie, sia province “fittizie”, che nella realtà non sono mai state istituite ma che risulta comodo introdurre, come nel caso di Milano (diviso nelle “province” di Milano città, Milano Martesana, Milano Ticino), quando la provincia reale è troppo popolata o estesa per essere gestita in modo efficace.

Tutti i gruppi cittadini efferenti alla medesima provincia formano un gruppo provinciale o sezione provinciale. Esistono province con un solo gruppo cittadino (per esempio Lodi), così come esistono altre province con parecchi gruppi cittadini (per esempio Monza – Brianza) ognuno con il suo coordinatore.

La figura di riferimento a livello provinciale è il coordinatore provinciale, che di norma non ricopre altre cariche all’interno del movimento (esistono comunque alcune importanti eccezioni). Il suo compito non differisce molto da quello di un coordinatore di un singolo gruppo: convoca riunioni, si preoccupa delle relazioni con il coordinamento nazionale, partecipa ai direttòri nazionali e federali, mantiene i contatti di tutti i membri del suo gruppo. Il coordinatore può essere eletto dall’assemblea dei membri del MGP di quella provincia, oppure designato in veste di commissario dal coordinamento nazionale, qualora sia impossibile un’elezione.

COORDINAMENTO NAZIONALE
Va premesso che secondo la terminologia in uso presso la Lega Nord il termine nazione non indica l’Italia bensì ogni comunità storico-linguistica, identificata per semplicità con ciascuna delle attuali regioni o province autonome (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Trentino, ecc..) che compongono la Padania (che è invece chiamata Federazione).

Il coordinamento nazionale è un gruppo di membri del MGP che hanno il compito di organizzare e controllare l’operato dei vari coordinatori provinciali, che sono le figure di riferimento di livello appena inferiore. A capo di questo “consiglio” c’è il coordinatore nazionale, il cui compito è sia quello di guida (visita le sedi provinciali della nazione di sua competenza, partecipa periodicamente alle riunioni dei gruppi provinciali, anche a richiesta degli stessi coordinatori), sia quello di referente al livello superiore. Solitamente il mandato di un coordinatore nazionale non è a termine, è lui stesso che può rassegnare le dimissioni, e in tal caso viene sostituito temporaneamente da un commissario; l’elezione di un nuovo coordinatore nazionale avviene solo durante i congressi nazionali.

Coordinatori M.G.P. Nazionali

Veneto: Nicola Finco

Lombardia: Eugenio Zoffili

Piemonte: Davide Cavallotto

Valle d’Aosta: Christian Andruet

Alto Adige: Ivan Castelletti

Trentino: Denis Paoli

Friuli-Venezia Giulia: Umberto Riva