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Giovani Padani: una comunità in Movimento

sergio terzaghi

Il mondo moderno si presenta così come uno scenario di crisi, dove automatismi tecnologici ed economici guidano verso orizzonti diversi il destino dei popoli, attraverso un meccanismo di rapporti casuali privo di progettualità. L’universo giovanile ne è l’esempio ed è speculare rispetto alla società “adulta”: stesso individualismo, stessa devozione al modello consumista (lavoro per consumare), stessa superficialità culturale. Di diverso c’è solo la percezione di una profonda crisi di identità, ai confini con l’ansia esistenziale, dovuta proprio all’assenza di qualsiasi carattere di originalità del mondo giovanile. Noi giovani padani però abbiamo la fortuna di presentarci in vantaggio sul campo di battaglia, se prendiamo coscienza in tutto il suo valore della frase che ci unisce “Fratelli su libero suolo”. Dietro questa frase dall’apparente significato puramente politico, si nasconde pronto a mostrarsi con tutta la sua potenza l’eterno dilemma tra una dimensione collettiva e individuale. Questa questione che dobbiamo porre a noi stessi ed al nostro gruppo politico raggruppa in sé il “legame” che tra noi esiste e il suo significato: destino comune, dignità dell’essere, spirito di sacrificio, amore per la propria terra. Ma il vero punto di partenza di ogni nostra azione dovrà partire dal non saper stare nella propria pelle, ovvero il sentirsi insoddisfatti nella esclusiva realizzazione delle proprie aspirazioni in se stessi. Proprio nel nostro gruppo Mgp dobbiamo incarnare questo concetto e radicare il modello della Comunità esatto opposto della Società. Il sociologo tedesco Ferdinand Toennies nel 1887 ne aveva dato una definizione che ne dà il senso: “La Comunità (Gemeinschaft) è un gruppo umano vivente in comune, unito dalla medesima origine, dai medesimi sentimenti, dalle medesima aspirazione fondamentale. Le diverse forme di comunità dalla più semplice alla più complessa –famiglia, amicizia, villaggio, regione, nazione- hanno alla base la medesima eredità comune, sia essa l’eredità di sangue (filiazione o parentela), l’eredità culturale, storica o etnica. La comunità è quindi un organismo vivente, in cui la volontà naturale è il motore della relazione sociale, e dove gli individui possono trovare una collocazione differenziata secondo la loro personalità e le rispettive appartenenze” . Se però per Toennies la Comunità è un gruppo naturale e involontario da noi identificabile con la Comunità Padana, la nostra Comunità politica e militante (il M.G.P) è invece connessa con una volontà esplicita e associativa ad un progetto di libertà ed è conseguenza di una scelta libera e consapevole. Tra Comunità nazionale padana e Comunità politica-militante non ci deve essere separazione ma integrazione funzionale. La comunità politica-militante se un giorno vorrà compatta divenire la futura classe dirigente della Lega Nord non dovrà mai creare un muro di tensioni e incomunicabilità nei confronti dei propri componenti e per far ciò dovrà superare un problema. Questo è rappresentato dall’annullamento del PERSONALISMO DISTRUTTIVO ossia il voler instaurare un rapporto privilegiato con altri soggetti per perseguire fini o interessi personali (quali carriera, denaro, posti di potere…). Avere delle ambizioni è sano e naturale ma ciò non deve portare alla deriva un gruppo politico sfaldandolo dall’interno: ci sono già abbastanza nemici all’esterno. Per uscire da questo empasse occorre assimilare e usare come dogma questa frase di Evola e Guenon : “Noi crediamo che là dove non si abbiano dei principi, dei valori spirituali, non si possa parlare di classe dirigente nemmeno in senso politico. Questi principi o doti sono la lealtà, la sincerità, il sentimento di onore, il coraggio non solo fisico ma soprattutto intellettuale e morale, la forza di decisione. Ma, oltre a tutto ciò, dovrebbe aggiungersi la tendenza ad uno stile ascetico, una mancanza di vanità, una virile e dignitosa impersonalità. E’ così che si potrà formare un nuovo gruppo dirigente ascetico ed eroico, quasi feudale e barbarico nella sua durezza, silenzioso serrato e quasi impersonale, realizzante una forma più alta di personalità, non improvvisato, ma giustificantesi con una Tradizione vissuta nei valori più profondi e trascendenti.” In questo contesto e fatti nostri questi pochi principi, noi Movimento Giovani Padani prenderemmo forma di Comunità organica, politica e militante. Il divenire una Comunità ha una chiara progettualità “poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettono le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti.” In questa frase di Junger possiamo renderci conto della enorme importanza che ha la Comunità, il Branco, nello Stato Mondiale globalizzatore e questo dobbiamo fare affinché i nostri sogni di oggi non diventino un domani le nostre illusioni o i nostri rimpianti. ------------- F.Toennies , Comunità e Società , 1887 J.Evola-R.Guenon , Gerarchia e Democrazia , 1970 E.Junger, Il trattato del Ribelle, 1990


Inserito da: Terzaghi in data 6/10/2002, ore 20:29
Scritto in Padano per la parte Cultura di MGP Federale
           
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