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PROSPETTIVA GULAG: IL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO

CARLO ALBERTO AGNOLI

Un testo sul mandato di cattura europeo scritto dal Dott. C.Alberto Agnoli, magistrato di Trento.



Clicca QUI per scaricare il testo


Clicca qui per scaricare il documento in PDF:
COMMISSIONE GIUSTIZIA CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI DECISIONE QUADRO SUL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO


AUDIZIONE DI GIOVEDÌ 6 NOVEMBRE 2003
RELATORE: MAGISTRATO CARLO ALBERTO AGNOLI

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Terza di Copertina

Hai mai immaginato di poter essere deportato in Bulgaria per un fatto da te compiuto in Italia e non previsto come reato dalla legge italiana, ma considerato tale da quella bulgara? Hai mai pensato di doverti difendere in un Paese di cui non conosci la lingua, dimenticato da un’opinione pubblica che neppure sa della tua esistenza? Le prospettive che si aprono con il mandato di arresto europeo sono queste, ed ancora peggiori: in seno all’U.E. si sta approntando un impressionante meccani-smo repressivo dei “reati” di opinione, con lo scopo di allontanare il deportando dai propri luoghi di appartenenza, di depredarlo di ogni bene nel caso in cui ab-bia i mezzi per approntare una difesa all’estero… di silenziarlo in ogni senso. L’U.E. rompe così sistematicamente con vari ed elementari principi di civiltà giu-ridica: in primo luogo viene minato il principio di certezza del diritto, in quanto la individuazione di reati di opinione contemplati dalla normativa europea con e-spressioni giuridicamente fumose e di larghissima portata, consente in astratto di criminalizzare chiunque. Ma se poi l'U.E. creasse un Codice penale serio - e necessariamente anche uno di procedura penale - unitario, democraticamente approvato e non calato sulla testa dei popoli ignari; se dell'attuale proposta rimanesse in piedi il solo principio (meglio, antiprincipio) che elimina la competenza per territorio nazionale, reste-rebbero aperti immensi varchi repressivi: la deportazione, anzitutto, con ciò che ne consegue nei termini sopra accennati. Per non parlare della possibilità che si schiude al totalitarismo europeista di utilizzare i settori più ideologizzati e corrut-tibili della magistratura di Nazioni più o meno periferiche, sottratti al controllo so-ciale del luogo di provenienza del deportato. È chiaro quale sia lo scopo coperto dietro al pretesto di uno spazio di sicurezza europeo: reprimere ogni dissenso ideale, fornendo alle “lobbies” egemoni la possibilità di incidere profondamente nel tessuto ideale e sociale, amputando a piacere le parti non gradite. Forse non a torto Ida Magli ha preconizzato che con l'U.E. sta sorgendo: “La più forte delle dittature che i popoli abbiano mai sperimentato”. La legge dei sospetti, alla base dell’epoca del terrore rivoluzionario giacobino e l’art. 58 del codice penale sovietico, fondamento della repressione staliniana, hanno impressionanti somiglianze con il mandato di arresto europeo. D’altronde Lenin, entusiasta cultore degli ideali giacobini, aveva osservato, parlando dei mezzi di repressione contro i dissenzienti: “Occorre formulare (la norma) con la massima ampiezza possibile, perché soltanto la coscienza giuridica rivoluzionaria e la coscienza rivoluzionaria stessa potranno suggerire la sua applicazione di fatto, più o meno larga”.

Autore

L’autore di questo studio è attualmente presidente del Tribunale per i minorenni di Trento. Entrato in magistratura venticinquenne, nel 1964, vi ha svolto per molti anni funzioni tanto inquirenti quanto giudicanti, queste ultime sia in primo grado che in grado di appello. Nel suo quasi quarantennale curriculum figurano anche oltre cin-que anni di magistratura di sorveglianza, che gli hanno dato occasione di conoscere da vicino il mondo ed i problemi delle carceri.


Inserito da: Stampa in data 1/10/2003, ore 18:7
Scritto in Padano per la parte Diritto di MGP Federale
           
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